Ci piace definirci un mosaico di persone, competenze e idee diverse che, insieme, raccontano, promuovono e si prendono cura di un territorio: quello dell’Appennino toscano.
Qui si concentrano tradizioni, storia, arte e spiritualità, abbracciate da un contesto naturale di assoluta bellezza. È qui che, come gli alberi delle nostre foreste, affondiamo le nostre radici e continuiamo a crescere, dando vita a progetti, esperienze e sinergie con tutti coloro che, come noi, vivono questi luoghi ogni giorno.
Organizziamo attività escursionistiche e di immersione in natura nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, condotte da guide con certificazione CETS – Guide Consigliate dal Parco.
Promuoviamo tour guidati nelle strutture di nostra gestione e nei borghi del Casentino, collaborando a festival, rassegne e conferenze e organizzando attività rivolte a tutte le fasce d’età.
Collaboriamo con le scuole del territorio (e non solo) alla realizzazione di progetti di educazione e sensibilizzazione ambientale. Nelle strutture che gestiamo proponiamo attività e laboratori che uniscono divertimento e apprendimento e offriamo servizi educativi come doposcuola e centri estivi.
Ci occupiamo dell’accoglienza dei visitatori attraverso la gestione di uffici informazioni, musei e attrazioni culturali, offrendo supporto nella scoperta del territorio.
Lavoriamo per far conoscere la nostra realtà oltre i confini regionali, collaborando con enti pubblici e soggetti privati con l’obiettivo di sviluppare forme di turismo virtuose e sostenibili.
Ci occupiamo di organizzare eventi e iniziative per conto di Enti pubblici e privati che promuovano il territorio e le sue tradizioni: escursioni, visite guidate, animazioni e degustazioni di prodotti tipici, collaborando con le realtà locali al fine di valorizzarle e creare nuove sinergie.
Viviamo il territorio ogni giorno: accompagnatori qualificati, attività sicure e racconti che rendono speciale ogni esperienza.
Ogni attività che proponiamo è studiata per offrire un’immersione autentica nella tradizione, nella storia e nelle bellezze naturali e culturali del nostro territorio
Progettati per valorizzare al meglio il territorio e la cultura locale, con particolare focus su sostenibilità e rispetto ambientale.
Oros è una società cooperativa nata nel 2001, composta da persone con competenze diverse nella comunicazione, nell’educazione ambientale e nella promozione del territorio. Il suo nome richiama etimologicamente la “montagna sacra”, un omaggio ai luoghi mistici che hanno segnato la storia del Casentino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – dalla Verna al Monte Falterona, fino all’Eremo di Camaldoli. Nel 2026 Oros celebra 25 anni di attività: un quarto di secolo di progetti, relazioni e collaborazioni che hanno lasciato un’impronta concreta sul territorio, di cui siamo profondamente orgogliosi.
L’ufficio si trova nel cuore di Raggiolo, uno dei Borghi più belli d’Italia, all’ingresso della piazza principale. Qui sono disponibili opuscoli informativi sul paese e sulla valle, pubblicazioni sul territorio, gadget e prodotti di artigianato. Lo spazio funge anche da centro di socialità e aggregazione per residenti e visitatori, grazie alla sala adiacente in cui vengono organizzate iniziative per grandi e piccini, oltre che essere a disposizione giochi di società e una piccola biblioteca.
Presso il Punto Informazioni di Stia possono essere reperiti materiali informativi riguardanti il territorio, i suoi eventi e le varie iniziative in programma, oltre a poter acquistare carte escursionistiche e pubblicazioni riguardanti il Casentino. Il touchscreen esterno permette inoltre di poter visionare le informazioni sulle strutture ricettive e ristorative presenti nel comune.
L’ufficio si trova al centro del paese di Badia Prataglia, paese più importante all’interno del territorio del Parco. Oltre al materiale informativo e all’oggettistica in vendita, qui si trovano spazi espositivi dedicati a mostre fotografiche o di artigianato, oltre a uno spazio dedicato al lupo, principale predatore delle nostre foreste.
L’ufficio si trova a Camaldoli, sede del millenario ordine monastico fondato da San Romualdo, che per secoli si è occupato di curare la foresta che circonda questa piccola località. Anche qui è possibile ricevere informazioni, materiali e acquistare oggettistica e pubblicazioni, oltre a visitare il Museo Ornitologico che ospita la collezione “Biggeri”.
Da qui è inoltre possibile percorrere vari sentieri e godere di scorci paesaggistici e naturalistici unici.
Ufficio turistico situato all’interno della sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – Monte Falterona e Campigna, qui è possibile ricevere materiale informativo, suggerimenti di itinerari e acquistare pubblicazioni e gadget.
Unica struttura di questo genere nell’intera area provinciale, il Planetario del Parco delle Foreste Casentinesi dispone di una cupola che riproduce la volta celeste per come apparirebbe in condizioni ottimali di visibilità, lontani dalle luci dei centri abitati. Qui si svolgono eventi di divulgazione scientifica e osservazione astronomica ma anche attività didattiche e laboratori per gruppi scolastici.
Nel centro storico di Bibbiena, principale centro abitato del Casentino, il Museo ospita reperti dalla preistoria al Medioevo, che ripercorrono la storia della valle. La sala principale è dedicata ai bronzetti etruschi del Lago degli Idoli, rinvenuti alle pendici del Monte Falterona. Un percorso espositivo recentemente rinnovato ad alta accessibilità rende la visita possibile e godibile a ogni visitatore.
Il Museo, inoltre, svolge anche la funzione di Ufficio di informazione turistica di Bibbiena.
Il Museo custodisce la memoria dell’evento storico e della relativa opera di Leonardo da Vinci, destinata alla parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e andata perduta. Inoltre, esso ripercorre le fasi geologiche e storiche della Valtiberina attraverso plastici, reperti e opere d’arte che dal Paleolitico arrivano fino ai giorni nostri.
Situato nei locali del Lanificio di Stia, il Museo presenta un viaggio attraverso l’arte tessile e il suo legame con il territorio casentinese. Nato grazie alla generosità di Simonetta Lombard e alla passione di Gabriele Grisolini e Luigi della Bordella, il museo è uno dei migliori esempi di riqualificazione e archeologia industriale.
Sul colle di Romena, a pochi chilometri da Pratovecchio, il Castello di Romena domina il territorio alto-casentinese. Con i suoi oltre mille anni di storia, fu sede di uno dei rami dei Conti Guidi, i cui domini si estendevano tra Toscana e Romagna. Il suo viale alberato, le alte torri e la piazza d’armi coronata da cipressi regalano scorci tra i più romantici dell’intera vallata.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.