Promuoviamo la valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio attraverso l’organizzazione di esperienze turistiche uniche e coinvolgenti. Grazie all’esperienza maturata sul campo e alla passione per storia, arte e cultura, offriamo visite guidate che sono vere opportunità di apprendimento, scoperta e divertimento.
Offriamo un servizio di visita guidata in ognuna delle strutture di nostra gestione, con la possibilità di prevedere focus tematici su diversi argomenti, in base agli interessi del gruppo o al programma scolastico della classe o dell’istituto che ne fa richiesta.
Grazie alla presenza di guide turistiche abilitate nel nostro staff, possiamo accompagnarvi alla scoperta di borghi, pievi e santuari che costellano il nostro territorio, oppure organizzare tour strutturati attraverso luoghi diversi all’interno dell’intera area provinciale aretina.
Vivi un’esperienza unica nel cuore della Toscana più autentica, tra borghi medievali, castelli e antiche fortezze: luoghi affascinanti, ricchi di storia e leggende. Passeggerai tra vicoli in pietra, mura fortificate e rocche storiche, ascoltando racconti su cavalieri, famiglie nobili e antiche battaglie. I tour sono personalizzabili, con itinerari su misura per tempi, interessi e livello di approfondimento: un’occasione perfetta per trasformare una semplice visita in un ricordo indimenticabile.
Nel cuore più silenzioso e autentico della Toscana si incontrano natura, arte e fede: eremi, monasteri, santuari e antiche pievi immersi in paesaggi di grande suggestione. Da Camaldoli a La Verna, passando per abbazie, santuari e cammini storici, ogni percorso è un’esperienza di ascolto e contemplazione, arricchita da racconti sulla spiritualità, la storia e le tradizioni che hanno segnato questi luoghi nel corso dei secoli. Non solo una visita culturale, ma un vero viaggio interiore, adatto a chi cerca calma, significato e bellezza.
Proponiamo percorsi chiari, approfonditi e accessibili attraverso le opere d’arte che raccontano storia, luoghi ed emozioni di un territorio senza tempo. Dal Medioevo dei castelli e delle pievi romaniche (Poppi, Romena, Stia) allo splendore del Rinascimento (Della Robbia, Piero della Francesca); dal manierismo di Giorgio Vasari alle nuove tendenze seicentesche fino ai giorni nostri, attraverso la città di Arezzo e le sue quattro valli: Casentino, Valtiberina, Valdichiana e Valdarno.
Un viaggio dentro il sapere manuale: la lavorazione della pietra, la realizzazione dei bigoni, la transumanza e la lavorazione della lana, la castagna e le tradizioni gastronomiche del territorio. Tocca con mano le tradizioni di questi luoghi, che ancora oggi sopravvivono nelle usanze, nelle feste e nei racconti di chi li vive. Proponiamo tour guidati all’interno degli Ecomusei del Casentino e delle realtà produttive locali, incontri con artigiani e artigiane e degustazioni di prodotti tipici.
L’ufficio si trova nel cuore di Raggiolo, uno dei Borghi più belli d’Italia, all’ingresso della piazza principale. Qui sono disponibili opuscoli informativi sul paese e sulla valle, pubblicazioni sul territorio, gadget e prodotti di artigianato. Lo spazio funge anche da centro di socialità e aggregazione per residenti e visitatori, grazie alla sala adiacente in cui vengono organizzate iniziative per grandi e piccini, oltre che essere a disposizione giochi di società e una piccola biblioteca.
Presso il Punto Informazioni di Stia possono essere reperiti materiali informativi riguardanti il territorio, i suoi eventi e le varie iniziative in programma, oltre a poter acquistare carte escursionistiche e pubblicazioni riguardanti il Casentino. Il touchscreen esterno permette inoltre di poter visionare le informazioni sulle strutture ricettive e ristorative presenti nel comune.
L’ufficio si trova al centro del paese di Badia Prataglia, paese più importante all’interno del territorio del Parco. Oltre al materiale informativo e all’oggettistica in vendita, qui si trovano spazi espositivi dedicati a mostre fotografiche o di artigianato, oltre a uno spazio dedicato al lupo, principale predatore delle nostre foreste.
L’ufficio si trova a Camaldoli, sede del millenario ordine monastico fondato da San Romualdo, che per secoli si è occupato di curare la foresta che circonda questa piccola località. Anche qui è possibile ricevere informazioni, materiali e acquistare oggettistica e pubblicazioni, oltre a visitare il Museo Ornitologico che ospita la collezione “Biggeri”.
Da qui è inoltre possibile percorrere vari sentieri e godere di scorci paesaggistici e naturalistici unici.
Ufficio turistico situato all’interno della sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – Monte Falterona e Campigna, qui è possibile ricevere materiale informativo, suggerimenti di itinerari e acquistare pubblicazioni e gadget.
Unica struttura di questo genere nell’intera area provinciale, il Planetario del Parco delle Foreste Casentinesi dispone di una cupola che riproduce la volta celeste per come apparirebbe in condizioni ottimali di visibilità, lontani dalle luci dei centri abitati. Qui si svolgono eventi di divulgazione scientifica e osservazione astronomica ma anche attività didattiche e laboratori per gruppi scolastici.
Nel centro storico di Bibbiena, principale centro abitato del Casentino, il Museo ospita reperti dalla preistoria al Medioevo, che ripercorrono la storia della valle. La sala principale è dedicata ai bronzetti etruschi del Lago degli Idoli, rinvenuti alle pendici del Monte Falterona. Un percorso espositivo recentemente rinnovato ad alta accessibilità rende la visita possibile e godibile a ogni visitatore.
Il Museo, inoltre, svolge anche la funzione di Ufficio di informazione turistica di Bibbiena.
Il Museo custodisce la memoria dell’evento storico e della relativa opera di Leonardo da Vinci, destinata alla parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e andata perduta. Inoltre, esso ripercorre le fasi geologiche e storiche della Valtiberina attraverso plastici, reperti e opere d’arte che dal Paleolitico arrivano fino ai giorni nostri.
Situato nei locali del Lanificio di Stia, il Museo presenta un viaggio attraverso l’arte tessile e il suo legame con il territorio casentinese. Nato grazie alla generosità di Simonetta Lombard e alla passione di Gabriele Grisolini e Luigi della Bordella, il museo è uno dei migliori esempi di riqualificazione e archeologia industriale.
Sul colle di Romena, a pochi chilometri da Pratovecchio, il Castello di Romena domina il territorio alto-casentinese. Con i suoi oltre mille anni di storia, fu sede di uno dei rami dei Conti Guidi, i cui domini si estendevano tra Toscana e Romagna. Il suo viale alberato, le alte torri e la piazza d’armi coronata da cipressi regalano scorci tra i più romantici dell’intera vallata.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.
Monumento più conosciuto e visitato di tutto il Casentino, il Castello è testimonianza del passato medievale di Poppi, del suo legame con la potente famiglia Guidi e della successiva dominazione fiorentina sulla valle. Al suo interno si possono ammirare affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e antichi manoscritti, oltre a un percorso espositivo dedicato alla famosa Battaglia di Campaldino, combattuta l’11 giugno 1289 e alla quale partecipò Dante Alighieri, che successivamente la menzionò nella Divina Commedia.